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Se ci immergiamo nel mondo variegato del folklore giapponese non possiamo non citare il Tanuki.

Chi è il Tanuki?

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Con la parola Tanuki – o たぬき hiragana, si identifica un essere facente parte del panorama tradizionale giapponese molto simile al cane procione. Se vi fosse capitato di osservare statue e ukiyo-e raffiguranti tanuki, scorgerete delle grandi differenze con la realtà ma, questo sta nella libera interpretazione ed esaltazione del personaggio nella fantasia e nei racconti.

Il Cane procione è un animale proveniente proprio dall’Estremo Oriente appartenente alla famiglia dei canidi ed abita in diverse zone del Giappone. spingendosi fin nell’Hokkaido.

Comportamento e abitudini

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I tanuki hanno nel folklore giapponese un comportamento simile ad un altro animale quale la volpe (kitsune). Come appunto altri protagonisti del mondo tradizionale spesso, questi esseri hanno tendenze giocose, a volte maligne e intrattenitrici e usano cambiare forma e aspetto. In comune con le volpi hanno l’abitudine di camuffarsi con sembianze di giovani donne bellissime per ingannare l’animo degli uomini  e poichè proprio dall’essere umano sono attratti e incuriositi; spesso ne scimmiottano gli usi e i costumi.

Il tanuki predilige però le sfere religiose e spesso prende le sembianze di un monaco buddista con il nome di tanuki-bōzu. Secondo una storia tramandata infatti, molto tempo fà, in un tempio nei dintorni di Kyoto in un tempio buddista, risiedeva un monaco (in realtà un tanuki) che dato il proprio voto di silenzio poteva solo comunicare attraverso la scrittura. Venne scoperta la sua identità poichè esso, tendeva a mischiare nei suoi manoscritti, caratteri cinesi, giapponesi e alcune rivisitazioni artistiche molto particolari.

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I tanuki sono così incuriositi da tutto ciò che riguarda la società umana a tal punto che, tendono, a volte, a prendere le sembianze di ufficiali statali e bussare alle porte dei cittadini, ed, in casi peggiori, perseguitano le persone per far pagare loro le tasse o per questioni giudiziarie.

Non solo umani..

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Non solo gli esseri umani sono i travestimenti prediletti dai tanuki. Possono infatti, se necessario, prendere la forma di oggetti. Esiste anche in questo caso una storia antica, Bunbuku Chagama, secondo la quale un contadino salva un tanuki da una trappola e come segno di gratitudine, si trasforma in una teiera per poter essere venduta in cambio di qualche soldo. Quando l’acquirente la poggia sul fuoco, l’animale non regge il troppo calore e sfoderando la coda e le zampe, fugge. Possono, volendo, trasformarsi anche sassi, alberi, lanterne e, perfino nella luna.

Sebbene il tanuki abbia una indole docile e spensierata è solito usare dei trucchi come per esempio il trasformare le banconote in foglie, scoprendo l’inganno solo una volta che l’acquisto di beni è avvenuto e l’animale se ne è fuggito. Esistono anche storie di tanuki più malevoli. Come il Kachi-kachi Yama, storia secondo la quale, una anziana sarebbe caduta sotto le mani di un tanuki e una volta rimasta uccisa sarebbe diventata la cena del proprio marito il quale, inconsapevole, avrebbe mangiato ciò che il tanuki avrebbe definito come “zuppa di vecchia”.

I testicoli del Tanuki

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Vorrei dedicare tutto un paragrafo a sè proprio sui testicoli di questo animale. In special modo nelle antiche tavole lo si può ritrovare raffigurato con testicoli di proporzione smodata rispetto al resto del corpo. Spesso sono appoggiati a mò di sacca ed usati come tamburo. Come dice anche una canzone per bambini: Tan Tan Tanuki no kintama wa / Kaze mo nai no ni / Bura bura bura.

La leggenda dice che il tanuki, possa espandere i propri testicoli fino a raggiungere la grandezza di 8 tatami. Vengono impiegati come vele per navi, reti da pesca, ombrelloni.

Curiosità:

Nella metallurgia veniva impiegata la pelle di tanuki per raffinare l’oro. Veniva sistemato l’oro, ricavato dalle miniere, tirandone le pelli più possibile per poter ricavare in seguito le foglie d’oro. Per poter battere l’oro era necessario che le pelli fossero sottili e probabilmente da questo fatto ne deriva: la grandezza di 8 tatami. Avete mai sentito come si dice in giapponese con uno slang, testicoli? Kintama cioè kin no tama (piccola borsa di oro).

Tanuki oggigiorno

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Se vi recate in Giappone, potrete scorgere nelle vicinanze di templi o semplicemente per strada queste statue di piccole o medie dimensioni di tanuki. Indossando un cappello di paglia e un fiasco di sakè in mano hanno una grande e tenera panciona.

Secondo un detto, se grattate la schiena ad un tanuki. lui la gratterà a voi.

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Nata nel dicembre 1990 a Cremona. Condivide insieme al suo findanzato Luca la passione per il Giappone, i suoi misteri, le tradizioni e le curiosità.

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