Scalinata nella stazione metropolitana di Ikebukuro

Ogni angolo del mondo è in grado di generare racconti, leggende metropolitane che vengono tramandate di persona in persona e sono o finiscono, per diventare reali.

Una grande metropoli come la città di Tokyo con i suoi immensi comprensori, come scopriremo insieme quì di seguito, è costellata da piccole storie e “dicerie” che, in seguito alle tradizioni popolari, ai personaggi variopinti o ad avvenimenti disastrosi accaduti in passato, hanno preso vita.

Dovete quindi immaginarvi che, nelle segrete di un famoso centro commerciale, all’interno di un veicolo oppure, nel grandioso e fitto reticolo di tunnel sotterranei della metropolitana, in mezzo a tutto ciò, qualcosa di “strano” possa aggirarsi nell’ombra.

Ecco a voi una serie di Leggende Metropolitane di Tokyo 東京都市伝説.

1. Memoriale nella JR Shinjuku

JR Shinjuku, uscita Est

La stazione JR di Shinjuku (JR新宿駅) è uno di quei luoghi che, se già stati a Tokyo, non vi sarà del tutto sconosciuta. Si dice infatti che, proprio questa stazione, sia giornalmente la più affollata al mondo. Quello che probabilmente non saprete è che, esiste una leggenda metropolitana la cui storia si basa proprio quì.

Stazione Shinjuku – Linea Chuo

La storia narra che, durante la costruzione dei cavi per l’installazione della rete della Stazione JR, diversi costruttori siano deceduti in seguito ad incidenti sul lavoro e, i loro spiriti, da allora, stanno ancora vagando senza riposo. In più, sono stati registrati diversi incidenti di lesioni personali nel binario destinato alla linea JR Chuo e, ancora, diverse persone, al momento dell’attesa del treno sul binario, si sono sentite quasi spinte, dal nulla, in prossimità delle rotaie.

Si dice quindi che, a seguito di questi avvenimenti, sia stato costruito un memoriale, di cui la precisa locazione è sconosciuta (si pensa proprio sotto la linea centrale (Chuo), per placare le anime di questi spiriti inquieti.

2. Carica automatica SUICA

Angolo nella stazione di Shinjuku

Rimaniamo sempre all’interno della stazione di Shinjuku 新宿駅, per narrarvi una strana vicenda che, almeno in questo caso, non riguarda spiriti malevoli ed infestanti o persone decedute.

Si dice che, al giorno, all’interno della stazione di Shinjuku circolino circa 730.000 persone e che, lo stesso esatto numero, oltrepassi il casello adibito all’obliterazione del biglietto. Come forse già sapete, ben poche persone utilizzano il biglietto di corsa singola, oramai sostituito con la tessera SUICA. Una volta ricaricata, la SUICA, và solo appoggiata sul casello (nell’apposita posizione) e viene addebitato automaticamente il prezzo della corsa. Davvero veloce.

La leggenda urbana dice che, il gate del casello abbia un deposito di circa 2000 yen (17 euro circa) per cui si possa avere una probabilità su 3.500.000 di poter accedere alla corsa gratuita. Non è dato sapere se questo avvenga in seguito ad un malfunzionamento o ad una campagna promozionale, fatto sta che oramai questa “storia” è entrata nelle credenze metropolitane.

3. Lo spirito del Keio Plaza

Zona intorno alla stazione di Tochomae

La storia di cui ci occuperemo ora si svolge nel celebre Keio Plaza Hotel 京王プラザホテル nella zona dei grattacieli di Nishi-Shinjuku 西新宿.

Nell’anno 1983, l’attore Masaya Oki 沖 雅也, decise, all’età di 31 anni, di togliersi la vita, gettandosi dalle scale di emergenza del 47esimo piano dell’hotel.

Nebbia nell’area di NishiShinjuku

Da allora, diverse sono state le segnalazioni, tra le quali di gente che pernottava nelle stanze dell’albergo, che dicevano di percepire verso l’ultimo piano, delle strane sensazioni e, più volte, si pensa di aver visto un corpo, gettarsi dalla cima dell’hotel verso la strada sottostante.

4. Il motociclista di Ikebukuro

Allontaniamoci da Shinjuku e spostiamoci nella parte centro-ovest della città, verso Ikebukuro 池袋 . Questa area è uno degli snodi fondamentali della città, visto l’affaccio verso la prefettura di Saitama, a nord-ovest. E’ una zona giovane e alquanto affollata, sia per gli affari che per lo shopping.

Il luogo che fà da sfondo alla nostra storia, è un poco più circoscritto. Siamo nei pressi del centro commerciale Sunshine 60 サンシャイン60, sulla Strada a pedaggio Principale n.5 高速5号 (linea Ikebukuro).

Quì, dice la leggenda, un motociclista notturno venne decapitato da una lamiera di metallo, caduta da un tir che viaggiava appena dinanzi. Il motociclista, nonostante ciò, non interruppe la propria corsa fino a che si schiantò contro il guardrail ai lati.

La parte mozzata non venne mai ritrovata e sempre la leggenda, riporta che il motociclista da allora, non trovò mai pace e continua ancora oggi nella sua ricerca.

Questa storia è alquanto famosa ed in diverse zone del Giappone, e non solo, addirittura nella serie デュラララ!! Durarara!! troviamo un personaggio con le stesse caratteristiche.

5. La nonna di Ikebukuro

Strada nel quartiere di Ikebukuro

Prendendo in esame i casi più disparati di leggende metropolitane, non potevo perdermi le vicende della nonna ばあさん del quartiere.

Quale quartiere? Siamo sempre ad Ikebukuro, nelle strade di raccordo intorno all’imperioso Sunshine 60 サンシャイン60. La leggenda narra che, questa piccola e inerme vecchietta, continui per tutto il giorno a gironzolare per i viottoli del quartiere, incessantemente.

Cammina così veloce che raggiunge quasi gli 80 km/h ed è quindi imprendibile. Una volta che malauguratamente incontra lo sguardo di qualcuno, i suoi occhi e poi la bocca abbozzano un sorriso. Successivamente vi si avvicina afferrando il collo o una collana (la traduzione si fà difficile) e vi sbatte a terra contro il ciglio della strada.

Nel corso degli anni, diverse sono state le persone che dicono di aver avvistato la donna, in particolare i ragazzi che distribuiscono i giornali la mattina e sera e che si trovano a doversi districare per tutte le strade di quartiere.

 

 

Le leggende che si sviluppano all’interno della comunità sono sempre affascinanti perchè portano alla luce un disagio, delle paure, delle curiosità, che fanno parte della stessa popolazione. Presto prenderemo in esame altre leggende della città di Tokyo e perchè no, forse del tutto Giappone.

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Nata nel dicembre 1990 a Cremona. Condivide insieme al suo findanzato Luca la passione per il Giappone, i suoi misteri, le tradizioni e le curiosità.