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Prendendo spunto dal fatto che da pochi giorni siamo ufficialmente entrati nell’anno della Scimmia, vediamo insieme come questo animale entra a far parte del folklore e simbologia nel mondo giapponese.

Saru 猿

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Con il termine saru 猿 “さる” si identifica la scimmia nella lingua giapponese. Tra le varie tipologie di primati conosciute, non vi sarà sfuggita l’immagine dei tipici macachi giapponesi, con il manto color grigio-marrone e il muso di colore rossastro-rosa. I  “日本猿” (macachi giapponesi) in passato, condividevano il territorio del Paese fino al limitare dei villaggi. Oggigiorno il loro territorio è più circoscritto ma sono comunque presenti pressochè in ogni zona, ad eccezione dell’Hokkaido.

Questa “presenza” ha fatto sì che la scimmia divenisse un protagonista di leggende, e venissero loro attribuite delle qualità e comportamenti riconducibili all’uomo, come per allegoria.

Ma andiamo per ordine..

 

Dalla Cina..

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La visione in Giappone della figura della scimmia è drasticamente cambiata nel corso dei secoli. In passato, grazie all’acquisizione dei caratteri cinesi, kanji, (provenienti dalla Cina, appunto), si ha iniziato a riferirsi all’animale con il simbolo odierno di 猿; e di conseguenza vi sono state “importate” anche le tradizioni e leggende legate proprio alla scimmia, in ambito religioso e simbolico.

Un esempio lampante è proprio l’istituzione dello zodiaco cinese dove proprio la scimmia ne è, uno dei protagonisti. Ed innumerevoli sono le presenze in storie e racconti, dove scimmie leggendarie compiono gesti riprovevoli o benefici. Un celebre racconto porta il nome di 西遊記 西游记 o “Racconto del Viaggio in Occidente, dove descrive le gesta, tra gli altri, di uno scimmiotto di pietra “Sun Wukong”.

..al Giappone

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Nel corso dei secoli la figura della scimmia, approdata in Giappone, si è man mano modificata. In passato, le scimmie, erano le mediatrici tra gli Dei e gli umani e vedremo in seguito, quanto si sia fusa l’immagine della scimmia con le figure di alcune divinità.  Con il tempo, si persero i connotati positivi e venne utilizzato il paragone umano-scimmia per identificare persone disoneste e maligne. Questa visione raggiunse il suo apice quando, nel 17esimo secolo, erano definite “scimmiesche” quelle persone che tendevano a emularne altre (simile al nostro italiano -scimmiottare-).

  • NELLA RELIGIONE

Esistono, nella religione shintoista, numerose figure con fattezze tra umano e scimmia. Una di queste porta il nome di Sarutahiko Ōkami 猿田毘古大神, un dio con fattezze da scimmia tra Cielo e Terra e altrettanto numerose sono le divinità “scimmia” per le quali sono stati eretti templi famosi, come 日吉神社 Hie jinja sul monte Hiei a nord di Kyoto e 日枝神社 presente a Nagatacho, Tokyo.

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A Nikko, nel santuario Tōshō-gū 東照宮, sono presenti le tre famose scimmie sagge 三猿, le quali rappresentano il famoso proverbio 見ざる, 聞かざる, 言わざる , non vedo, non sento e non parlo. 

Ulteriore esempio che posso mostrarvi è il dio del Tuono Raijin 雷神 il quale, accompagnato dalla 雷 獣 “bestia del tuono” ha spesso forma di scimmia.

Favole e storie

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La scimmia spesso, entra a far parte delle favole per bambini, come essere malevolo e abile nell’aggirare gli altri. Come nel caso di “さるかに合戦” saru kani gassen o “la battaglia della scimmia e del granchio, nella quale un granchio, camminando trova una palla di riso. La scimmia allora riesce a persuadere l’animale ad offrirla in cambio di un seme di caco, il quale, una volta piantato, produce generosi e succulenti frutti. La scimmia si offre di aiutare nella raccolta ma in realtà, si abbuffa di frutti nell’alto dei rami. In seguito a rimostranze fatte dal granchio, osa scagliare contro il piccolo animale un frutto acerbo che procura lei la morte ma non prima che metta al mondo dei piccoli, per lo shock. La storia si conclude con la vendetta, promossa dai piccoli del granchio e altri alleati, che porteranno alla morte della perfida scimmia.

Altra forse ben più famosa favola è quella di Momotaro 桃太郎, nel quale un bambino viene aiutato da altri piccoli animali tra cui proprio una scimmia a sconfiggere un demone e a missione compiuta, ne porta a casa, come bottino, i tesori.

Curiosità

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Secondo un detto tradizionale cinese, tenere una scimmia all’interno di una stalla, servirebbe a mantenere lontano gli incidenti (come incendi..) e malattie sui cavalli. Da quì, i giapponesi, hanno donato alle scimmie, il nome di “guardiani di cavalli” o 厩 神 (Dio della stalla). Proprio perchè queste “leggende” hanno portato ad un chè di verità, molti allevatori, in passato, usavano ricoprire la schiena del cavallo con manti, prodotti dalle pelli di scimmia.

Ancora, non è strano, trovare in alcuni templi, tavolette votive (ema) con effigi riguardanti scimmie che trainano cavalli o li montano come fossero uomini in sella.

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Nata nel dicembre 1990 a Cremona. Condivide insieme al suo findanzato Luca la passione per il Giappone, i suoi misteri, le tradizioni e le curiosità.